Prince ha 40 anni. È arrivato al Centro Teresa Gabrieli nel 2022, senza documenti validi, solo con un STP che gli permetteva di accedere alle cure essenziali.
Prima era ospitato in un dormitorio milanese, ma le sue condizioni di salute richiedevano un’accoglienza diversa: Prince ha sviluppato la malattia ormai da diversi anni e ha bisogno della dialisi 3 volte a settimane. Quando è arrivato ha raccontato a tutti di essere della Sierra Leone. Solo molti mesi dopo, quando ha imparato a conoscere il centro e gli operatori e ha scelto di fidarsi, ha confessato di essere nigeriano: aveva nascosto la sua vera identità per timore di un possibile rimpatrio.
Prince è molto credente e molto legato alle tradizioni culturali del suo Paese, soprattutto per ciò che riguarda la sfera religiosa: riti vudù, presenza del diavolo e superstizioni sono pensieri che ciclicamente esprime e riporta anche nell’ambito delle cure mediche. Per questo è convinto che sarà Dio a guarirlo.
L’accompagnamento di Prince è lungo e lento: la sua fede incrollabile lo sostiene e gli dà forza, ma nello stesso tempo lo porta a fare fatica a comprendere realmente la sua condizione di salute. Deve imparare a conoscere la sua malattia, a prendersi cura di sé, a seguire le indicazioni dei medici.
Piano piano gli operatori lo supportano a ricostruire una documentazione: passaporto, permesso di soggiorno per cure mediche, carta d’identità, tessera sanitaria. I documenti permettono a Prince di fare la pratica per l’invalidità civile e di avere così un introito mensile, un altro elemento che contribuisce a creare una situazione di maggiore stabilità, da cui è più facile immaginare un futuro diverso e possibile.

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A fine 2024, dopo essersi iscritto al collocamento mirato, Prince ha avuto la possibilità di avvicinarsi nuovamente al mondo del lavoro, facendo uno stage presso un negozio di abbigliamento. Anche questa esperienza lo ha aiutato molto a credere nuovamente in sé stesso e a sperare nel futuro.
Da qualche mese Prince ha un contratto a tempo indeterminato, la sua capacità e consapevolezza nella gestione della sfera sanitaria sono decisamente migliorate. Il tempo trascorso all’interno del Centro Gabrieli ha permesso a Prince di ritrovare e riattivare le proprie risorse, lo ha reso nuovamente capace di prendersi cura della propria vita. Ora il progetto per lui è quello di trovare un alloggio dove possa essere accompagnato ancora per un tratto di strada dal servizio, per tornare a vivere completamente in autonomia.
Qui puoi sentirti al sicuro dai pregiudizi e dalle discriminazioni che ancora troppo spesso accompagnano questa malattia. Ci è voluto un po’ di tempo perché riuscissi a fidarmi, ma poi in questa casa mi sono sentito accolto, rispettato, ascoltato. Ho ricominciato a immaginare un nuovo futuro, perché la malattia non cancella la dignità, i sogni e le possibilità che ciascuno di noi ha.