Per molti ragazzi e ragazze chiedere aiuto quando si sta male è ancora difficile. La paura di essere giudicati, la fatica a trovare le parole giuste per raccontarsi, la sensazione di non essere compresi dagli adulti possono trasformare un disagio in un problema sempre più difficile da affrontare. Se da un lato, infatti, è molto frequente la tendenza da parte delle giovani generazioni a ricercare l’“etichetta diagnostica” con la quale dare un nome al proprio malessere, dall’altra risulta ancora molto difficile parlare di ciò che mette in difficoltà e dei momenti in cui ci si sente fragili. In questo contesto, per promuovere il loro benessere psicologico diviene fondamentale creare occasioni di confronto e ascolto.

È da questa consapevolezza che nasce STAY CHILL, il progetto promosso da Cooperativa Sociale Farsi Prossimo insieme ad Argòt APS, ASST Fatebenefratelli Sacco, Fondazione Caritas Ambrosiana, Fondazione per gli Oratori Milanesi e AGESCI Milano, sostenuto da Fondazione Unipolis attraverso il Bando ACT 2025 – Area Welfare.

L’iniziativa si rivolge a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 24 anni e punta a promuovere il benessere psicofisico delle nuove generazioni attraverso un approccio di prossimità capace di tenere insieme prevenzione e accesso ai servizi per la salute mentale a Milano.

La salute mentale delle nuove generazioni

Il disagio psicologico tra adolescenti e giovani è in crescita e spesso non viene intercettato tempestivamente. La difficoltà a parlare delle proprie fatiche emotive, le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e le fragilità sociali e relazionali rischiano di lasciare soli molti giovani proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di supporto.

Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), circa il 10% di giovani tra i 12 e i 25 anni vive una condizione di disagio emotivo significativo. Nel frattempo, i servizi specialistici registrano una domanda crescente e tempi di attesa sempre più lunghi.
Per questo è importante lavorare non solo sulla presa in carico, ma anche sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione, creando contesti in cui parlare di salute mentale sia possibile e libero da pregiudizi.

La sensibilizzazione come prima porta d’accesso

stay chill salute mentale milano stefano bandini

Fotografia di Stefano Bandini

Tra le azioni centrali del progetto ci sono i percorsi di sensibilizzazione realizzati nelle scuole e nei contesti educativi del territorio. L’obiettivo è favorire il dialogo, aumentare la consapevolezza sul tema e aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere i segnali di disagio, propri e altrui, sapendo dove trovare aiuto. Questi percorsi, infatti, offrono la possibilità di chiarire e comprendere quando alcune fragilità rientrano nel percorso fisiologico di crescita e quando invece potrebbero necessitare del supporto da parte di uno specialista.

Nei primi mesi di attività sono stati realizzati 9 percorsi nelle scuole e 2 percorsi sul territorio in collaborazione con AGESCI, coinvolgendo complessivamente 163 ragazze e ragazzi: 129 in ambito scolastico e 34 nei contesti territoriali. I partecipanti sono stati prevalentemente giovani tra i 15 e i 19 anni, con una presenza equilibrata tra ragazze e ragazzi.

Ma il dato più significativo riguarda ciò che è emerso dagli incontri. I giovani hanno dichiarato di aver acquisito una maggiore comprensione dei temi legati alla salute mentale, una migliore conoscenza delle modalità per chiedere aiuto e una minore paura nel rivolgersi a qualcuno in caso di bisogno.
Molti hanno inoltre espresso il desiderio di avere più occasioni per confrontarsi liberamente su questi argomenti.

Durante i percorsi è emerso con forza un bisogno di ascolto autentico. Le giovani generazioni chiedono spazi sicuri in cui poter parlare delle proprie fragilità e comprendere meglio emozioni e vissuti che spesso faticano a nominare.

I prossimi passi di STAY CHILL

I risultati raccolti finora confermano quanto sia importante investire in percorsi che promuovano il benessere psicologico delle nuove generazioni e contrastino il pregiudizio che ancora circonda la salute mentale.
Nei prossimi mesi STAY CHILL proseguirà con nuovi percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, l’attivazione di ulteriori iniziative nei contesti giovanili del territorio e l’avvio dei laboratori di gruppo. L’obiettivo è ampliare le opportunità di incontro e partecipazione.
Parlare di salute mentale non vuol dire soltanto affrontare il disagio quando emerge: significa creare comunità più accoglienti, rafforzare le relazioni e offrire ai giovani gli strumenti per riconoscere il proprio benessere e prendersene cura.