Si chiude un progetto, resta un metodo
Dopo tre anni di lavoro intenso, il progetto “Mixitè: comunità educanti e inclusive nei quartieri di Baggio e San Siro”, finanziato dal Dipartimento per le politiche di Coesione e per il Sud, giunge alla sua conclusione. Avviato nel novembre 2022 e terminato a febbraio 2026, Mixitè non è stato soltanto un insieme di attività educative, ma un vero e proprio laboratorio territoriale che ha messo al centro bambine/i, famiglie, scuole e reti locali per contrastare la povertà educativa nelle aree più fragili del Municipio 7 di Milano.
La chiusura del progetto rappresenta un momento di bilancio, ma anche di riflessione: su ciò che è stato costruito, su ciò che ha funzionato e su ciò che può orientare interventi futuri nel campo dell’educazione e dell’inclusione sociale.
Perché l’esigenza di un progetto come Mixitè
Mixitè nasce dall’osservazione di un bisogno chiaro e urgente: nei quartieri di Baggio, San Siro, Olmi e Muggiano la povertà educativa non è un fenomeno astratto, ma una realtà quotidiana che incide sulle possibilità di crescita dei minori. Barriere linguistiche, fragilità socioeconomiche, difficoltà di accesso ai servizi, isolamento delle famiglie e rischio di dispersione scolastica compongono un quadro complesso che richiede risposte articolate e condivise. L’obiettivo iniziale del progetto era ambizioso: contrastare la povertà educativa non solo attraverso interventi diretti sui minori, ma rafforzando una comunità educante capace di prendersi cura dei percorsi di crescita dentro e fuori la scuola. Una scuola aperta, radicata nel territorio e sostenuta da una rete di attori pubblici e del Terzo Settore.
Coordinato dalla Cooperativa Farsi Prossimo, con EQUA Cooperativa Sociale, Caritas Ambrosiana e Università Bocconi come partner, Mixitè ha attivato un dispositivo educativo ampio e flessibile, adattato ai bisogni specifici delle scuole e dei quartieri coinvolti.
Attività di sostegno allo studio, percorsi dedicati ad alunni con BES e DSA, corsi di italiano L2 e interventi di mediazione linguistico-culturale, sportelli psico-pedagogici rivolti a studenti, famiglie e insegnanti, attività di orientamento scolastico, due sportelli di orientamento giuridico e legale a Baggio e San Siro, in collaborazione con l’Università Bocconi: queste le azioni di progetto. Un mix di risposte per contribuire a migliorare l’esperienza scolastica di tutti i minori e di tutte le famiglie, anche di quelle con maggiori fragilità.
I risultati: numeri, ma soprattutto relazioni
Riguardando Mixitè oggi, tre anni dopo il suo avvio e quattro anni dopo la sua progettazione, vediamo una serie di interventi che hanno superato di gran lunga le aspettative iniziali, sia in termini quantitativi sia qualitativi. Complessivamente, il progetto ha supportato oltre 3.000 beneficiari, tra minori, famiglie e insegnanti, con un lavoro capillare all’interno di 14 istituti scolastici. Tra i principali risultati emersi:
- Circa 350 bambine/i e ragazze/i coinvolte/i nei doposcuola e in attività di supporto allo studio;
- più di 300 persone supportate attraverso gli sportelli di orientamento giuridico, grazie all’intervento degli operatori dell’Università Bocconi;
- Oltre 80 attori chiave e 50 enti che hanno lavorato in rete nel corso del progetto;
Ma al di là dei numeri, ciò che emerge con forza è il valore delle relazioni costruite. Educatori, docenti, operatori sociali e famiglie hanno sperimentato nuove modalità di collaborazione, basate sulla fiducia, sull’ascolto e sulla condivisione delle responsabilità educative.
Un’eredità che guarda avanti
Mixitè si chiude come progetto finanziato, ma lascia in eredità pratiche, relazioni e visioni che continuano a vivere nei territori. Scuole più aperte, reti più consapevoli, famiglie meno sole, operatori con strumenti nuovi.
In un contesto in cui la povertà educativa resta una sfida strutturale, Mixitè dimostra che investire nella comunità educante è possibile e necessario. Perché l’educazione, quando è condivisa, non si esaurisce con la fine di un progetto: continua nelle persone, nei luoghi e nelle alleanze che restano.